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Oggi è lunedì 29 maggio 2017
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QUANDO LA LETTURA È UNA CURA

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Capita nella vita, di dover fare spazio nella libreria di casa. Capita, purtroppo, anche di fare spazio nella libreria di una casa che non è più vissuta, la casa dell’infanzia, adesso vuota e da svuotare, ma ogni libro che vi appartiene racconta il posto che aveva, chi lo ha letto e a quale età. Ho fatto pile di libri per guardarli, sfogliarli, ritrovare le sensazioni che mi avevano trasmesso. Come posso buttarli o regalarli senza sostare qualche attimo a sfogliarli? Così, tra la polvere, ma senza aver perso neanche una parola, spuntano alcuni libri, impossibili da far sparire.

Il mio primo invito alla letteratura americana con Betty Smith e il suo “Un albero cresce a Brooklyn”, l’albero che lotta per raggiungere il cielo, come la piccola Francie, figlia di immigrati che fatica a costruire la sua giovane vita sulla fiducia negli altri; il sorprendente Konrad Lorentz e “l’Anello di Re Salomone”, lo scienziato che ha studiato il comportamento degli animali, la natura degli istinti e i codici di aggressività, spesso non troppo distanti da quelli umani. E poi Erika Jong e la sua “Paura di Volare”, alla conquista di una forza nuova e della libertà che manda in frantumi le speranze femminili di protezione e di sicurezze. Come posso mettere da parte le cinque novelle inedite di Federico De Roberto, osservatore spietato della Sicilia del ‘900, già autore de “I Viceré”, e poi “Mariti” di Angeles Mastretta, che mi proponevo di rileggere da pensionata, per sorridere delle figure maschili disegnate dall’autrice con grande ironia.

E infine quel libro tanto amato da mia madre, “L’età dell’innocenza” di Edith Wharton, la storia di una donna ribelle che vive in profonda solitudine seppure in un mondo dorato e animato.

Come posso dar via tutto questo, solo perché lo spazio occupato da loro deve essere liberato per nuovi libri?

Così, guardando i libri e riattraversando i miei pensieri, mi sento contenta di possederli e, se proprio è necessario organizzare il posto per il mio corredo di lettura degli anni a venire, aggiungerò una nuova accogliente libreria, magari eliminando una inoperosa scarpiera.

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